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di Giampaolo Milzi

Ebbene, l’amministrazione comunale – rappresentata nell’incontro dal vicesindaco Sediari, dal dirigente Circelli (Edilizia) e dal funzionario Duca ha deciso di disattivare le docce. Uno stratagemma semplice ma di iper-ripiego: mantenendo in funzione solo lo scarico del water e dei due lavandini presenti nel bagno, si riducono il carico della fossa e quindi gli sversamenti, e ancora per una stagione si può tirare avanti alla meno peggio. Per il futuro, Sediari e suoi hanno presentato una soluzione drastica ma molto costosa: adozione a Mezzavalle del modello Portonovo. Cioè, dismettere la vecchia e stragonfia fossa Imhoff ed installare un complesso sistema di pompaggio delle acque reflue dei bagni capace di convogliarle direttamente nel sistema fognario; costo dell’operazione ben 600-700mila euro; incerti i tempi d’attuazione, “non certo quest’anno, nei prossimi”, ovvero quelli del piano triennale opere pubbliche, cioè nel 2018, più probabilmente nel 2019. Una strategia che non ha convinto affatto i portavoce di Mezzavalle Libera: “Non ha senso spendere una cifra del genere per una soluzione di cui la stessa amministrazione non sa indicare con precisione i tempi – ha detto Claudio Molinelli, presidente del comitato ambientalista (presentato all’incontro di ieri insieme agli attivisti, l’architetto Michele Belvederesi e l’avvocato Francesca Ascoli) – Molto più economico e pratico optare per un sistema di micro filtraggio”. Ovvero una sorta di cassone in superficie dotato di membrane interne che trattano le acque separandole dai liquami, che poi vengono smaltiti. Al che la controparte comunale ha accettato di valutare l’alternativa e di sondare alcune ditte per scegliere il sistema di micro filtraggio più efficiente, aggiungendo “che il sistema scelto e operativo entro giugno sarà comunque provvisorio, resta la futura strategia della soluzione tipo Portonovo”. Quanto alla doccia, questa estate i bagnanti di Mezzavalle dovranno farsela a casa. Mentre per i due lavandini e il water – che secondo il Comitato non sono a norma, e che l’estate scorsa hanno funzionato a singhiozzo – la promessa di una risistemazione... continua la lettura su CronacheAncona.it

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