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Siamo sconcertati dall'autoritarismo e dalla mistificazione della realta' con cui la sindaca di Ancona sta adottando le misure per la prevenzione, gestione, contrasto e controllo dell’emergenza covid-19 nelle spiagge del Comune di Ancona.

La Sindaca Valeria Mancinelli contrabbanda una questione di principio, ossia il diritto delle cittadine e dei cittadini all'uso delle spiagge libere, con pochi posti riservati che non serviranno di sicuro a coprire la richiesta dei turisti. Purtroppo utilizza il suo ruolo istituzionale per dire l’ultima parola, che naturalmente è, secondo lei, la Verità Assoluta e incontrovertibile.

La sola forma di dialogo che riesce a concepire è a una direzione unica: la sua, quella dell'unica donna al comando della città.

Ci sono 3 questioni su cui la città deve essere informata:

Alla fine dell’incontro di martedì 26 maggio 2020 in videoconferenza con la Sindaca ci è stato chiesto di collaborare per l’attuazione delle misure decise dall’Amministrazione Comunale per scongiurare il riemergere del covid-19 nelle spiagge anconetane. Ma, nonostante da settimane l’avessimo richiesto, non siamo stati minimamente coinvolti nella discussione e condivisione di tali misure, così come il Consiglio Comunale è stato escluso dalle decisioni della Sindaca. E’ stata anche rigettata la nostra la richiesta di adottare le misure in modo sperimentale per un periodo di 2 settimane, sia in considerazione dell’evoluzione del virus, sia perché siamo certi che saranno necessari importanti aggiustamenti. 

 La diminuzione dei posti in spiaggia per via del distanziamento causerà grande disagio sociale, in particolare per i fruitori delle spiagge libere che a Portonovo sono già una porzione molto limitata rispetto alle spiagge date in concessione. Intaccare ulteriormente la disponibilità di posti gratuiti sulle spiagge libere cedendoli agli albergatori significa discriminare e escludere chi non può permettersi di pagare lettino e ombrellone. Non è accettabile che l’Amministrazione Comunale privilegi chi viene da fuori a scapito dei propri cittadini meno abbienti, solo per favorire gli interessi economici degli imprenditori della baia.

La spesa di denaro pubblico per l’acquisto degli stalli di castagno 30cm X 30 cm  che dovrebbero favorire il cosiddetto “distanziamento sociale” nelle spiagge libere ci sembra uno spreco che inoltre causerà un deturpamento dell’ambiente naturale. Riteniamo che i cittadini non necessitino di strutture di segnalazione per il distanziamento in spiaggia, quando nella quotidianità sono abituati ed esercitati a distanziarsi autonomamente da soli. L’applicativo che dovrebbe consentire la prenotazione è ancora un oggetto misterioso, ora apprendiamo che entrerà in funzione tra una settimana, ma ancora non sono noti i criteri di funzionamento. Altrettanto oscuro è il metodo con cui è stato stabilito il numero dei posti fruibili nelle varie spiagge libere; a Mezzavalle, per esempio,  inizialmente ci era stato detto che sarebbero stati 1.000 (in linea con la nostra stima riportata nella tabella sottostante); i posti sono stati poi inspiegabilmente ridotti a 700. Sempre relativamente a Mezzavalle, dall’Arch. Panariello del Comune ci è stato assicurato che stanno provvedendo alla riapertura dei bagni, così come al posizionamento delle boe a 300 mt per la sicurezza dei bagnanti e alla manutenzione dello stradello.

Tra 1-2 settimane faremo un primo bilancio di questa fase emergenziale nelle spiagge libere di Ancona e speriamo che l’Amministrazione Comunale sia disposta a farlo in un confronto pubblico, responsabile e trasparente con le cittadine e i cittadini di Ancona, con il Comitato Mezzavalle Libera e le altre Associazioni e Comitati con cui abbiamo firmato gli ultimi comunicati stampa sulla vicenda.

 

Per scaricare la tabella cliccare qui:

 Stima dei posti usufruibili a Mezzavalle durante la crisi covid-19  -  a cura del Comitato Mezzavalle Libera

  

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