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Nella scorsa primavera, durante vari incontri pubblici sull’ipotesi di costituzione dell’AMP Costa del Conero, qualcuno ha affermato che il problema degli ormeggi a Mezzavalle non si pone, in quanto il sovraffollamento delle barche che ormeggiano nell’area compresa tra il Trave e il moletto di Portonovo si ridurrebbe a 2-3 domeniche estive all’anno.
C’è stato anche chi ha affermato che i diportisti sarebbero i più strenui difensori dell’ambiente marino e che quindi sarebbe assurdo porre loro limitazioni di transito e ancoraggio nella zona del Trave-Mezzavalle. La medesima persona ha subito dopo ammesso che ormai non si sognerebbe più di fare il bagno di domenica in quelle acque a causa della sporcizia, gasolio e quanto altro di galleggiante si trova ogni in mezzo alle centinaia di barche ormeggiate. Viva la sincerità …
Purtroppo c’è poco da scherzare, la situazione è preoccupante ed in netto peggioramento e la foto seguente scattata durante la scorsa estate ne è una prova evidente.
E’ ormai noto a tutti come nella zona Mezzavalle- Trave, e più in generale nell’area del Conero, si stia fortemente incrinando quel rapporto armonico tra uomo e ambiente naturale che fino a poco tempo fa caratterizzava questi luoghi e li rendeva unici e fortemente attrattivi sia per la popolazione locale sia per il turismo non massificato che li frequentava.
Al grido di “Aumentiamo l’accessibilità!… sviluppiamo il turismo, ecc “ si è dato il via alla mercificazione ed allo snaturamento del territorio, alla follia imprenditoriale più disarmante: i campi dove vengono coltivate le produzioni “di qualità” del Parco del Conero vengono utilizzati, subito dopo la trebbiatura, come parcheggio per centinaia di macchine, i ristoratori che hanno costruito cementificando fino al bagnasciuga si disperano per le mareggiate e chiedono di poter erigere le scogliere artificiali, la Regione progetta ripascimenti di milioni di euro per riportare le spiagge alla situazione di 40 anni fa – ma allora non c’erano i ristoranti …-, la Portonovo srl, oltre a progettare ulteriori parcheggi a monte per facilitare una maggiore affluenza di turisti alla baia di Portonovo e a Mezzavalle, pensa di ”abbellire” e rendere più “accessibile” con l’illuminazione notturna il moletto e le Terrazze di Portonovo, i traghettatori di Numana si spingono sempre più frequentemente fino a Portonovo e non sbarcano turisti a Mezzavalle solo perché ancora non c’è il canale di accesso, Marina Dorica soddisferà le “richieste del mercato”: presto saranno disponibili altri 1.850 posti barca …
Non si tratta di un problema solo economico, ma soprattutto etico, biologico e sociale.
Lo sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali nell’area del Conero costituisce ormai più una regola che un’eccezione. Gli operatori economici locali che sfruttano il capitale naturale che ci è stato lasciato dalle generazioni passate sembrano non riuscire a trovare un compromesso fra le esigenze di sostenibilità e guadagno. Sono pochi quelli di loro che lanciano grida di allarme, evidenziando come a Portonovo si sia già superato il limite delle presenze turistiche che consente una buona qualità della frequentazione, sia per i turisti che per i residenti.
Sostenibilità significa anche sviluppare qualitativamente il turismo, favorendo una dinamica ed una tipologia dei flussi che non danneggi non solo l’ambiente, ma neanche la qualità della vita della comunità locale. Gli operatori economici che investono nell’attività turistica sono alla ricerca di profitti immediati, mentre la sostenibilità si basa su una logica di lungo periodo, in cui l’obbiettivo deve essere la protezione dell’ambiente come risorsa collettiva imprescindibile per il miglioramento complessivo della qualità della vita di tutta la comunità locale.
E’ necessario quindi che lo sviluppo sia condiviso da tutti i portatori di interesse e non basato esclusivamente su accordi e concessioni tra Istituzione pubblica ed operatori privati. Se la comunità locale e le sue Istituzioni non riescono a garantire che tutti si comportino in modo compatibile si arriverà inevitabilmente ad una situazione di sovrasfruttamento delle risorse naturali, e l’interesse comune sarà enormemente danneggiato a favore di pochi, esattamente l’opposto di quanto indicava Adam Smith con la metafora della “mano invisibile”, secondo la quale se ognuno cerca di raggiungere l’ottimo individuale automaticamente otterrà anche l’ottimo per la collettività.
Il turismo “buono”, quello ecologico, rispettoso dell’ambiente se n’è già andato da anni per lasciare il posto ad un turismo sempre più massificato che riempie i parcheggi ed i ristoranti di Portonovo, ed ha iniziato nelle ultimi stagioni a sovraffollare e occupare stabilmente con tende varie la spiaggia di Mezzavalle, mentre centinaia di imbarcazioni ancorano nella acque antistanti, spesso in assoluta inosservanza dei limiti consentiti dal codice di navigazione marittima.
A chi giova tutto ciò? qual è la logica che spinge il Comune di Ancona a favorire ulteriormente l’accesso in un’area turistica che risulta agli occhi di tutti già congestionata ? quali sono gli interessi che stanno prevalendo ? quelli individuali o quelli collettivi ? quelli di un gruppo ristretto di imprenditori o quelli della comunità locale? quelli di chi vuole arricchirsi in tempi brevi o quelli delle future generazioni? quelli dell’ecoturismo e della sostenibilità ambientale – ma il Comune di Ancona non ha aderito ad Agenda 21? - o quelli del turismo di massa e dello sfruttamento indiscriminato delle risorse ?
Finora le foto apparse sul nostro sito rispecchiavano la bellezza del posto e l’armonia tra i suoi frequentatori con la natura, in pratica visualizzavano “come vorremmo Mezzavalle”. Credo che dovremmo iniziare a mostrare anche “come NON vorremmo Mezzavalle”, documentando reati contro l’ambiente, abusi e illeciti vari che avvengono dalla costa alle rotte delle Superfast.
La mia percezione è che l’equilibrio della nostra amata spiaggia sia sempre più in pericolo e spero che questo mio contributo possa facilitare la ripresa del dibattito sul “Futuro di Mezzavalle”, anche alla luce della necessità impellente di istituire l’AMP !
Sono consapevole di aver affrontato molte problematiche la cui soluzione non è né semplice né immediata , ma solo discutendone insieme potremo arrivare a proposte condivise.
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(*) nonostante alcune foto abbiano la data del 2005, in effetti sono tutte del 2006, giorno e mese sono esatti.
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