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Tutto inizia nell’estate del 2003 quando il Comune di Ancona approvò con delibera consiliare il cosiddetto “Piano di Recupero Ambientale TRAVE-MEZZAVALLE” (successivamente denominato “Il Piano”), che non aveva nulla di realmente ambientale, ma era un vero e proprio piano urbanistico che avrebbe nel tempo snaturato la spiaggia.
Nessuno di noi avrebbe mai pensato che una spiaggia del genere, l’unica della zona rimasta quasi selvaggia e incontaminata della costa del Conero, avesse bisogno di un “recupero ambientale”del genere; e fu così che, grazie all’attenzione di qualcuno estremamente vigile sull’attività della nostra amministrazione, si iniziò ad organizzare un “movimento” di tutela del litorale.
Inizialmente molti frequentatori di Mezzavalle si radunarono più volte per discuterne e così si decise di costituire un Comitato ad hoc.
Il Comitato Mezzavalle Libera iniziò la sua attività approfondendo le proprie conoscenze in materia giuridico-ambientale e secondariamente svolgendo un’intensa opera di informazione, che ha avuto il suo apice con la raccolta firme per la petizione comunale volta a contrastare il Piano ed in particolare i seguenti punti:
• l’ampliamento e/o creazione di ulteriori servizi (bar, stabilimenti balneari, ristoranti, zone d’ombra artificiali ed altre “zone ricreative”);
• gli impianti elettrico, idrico, fognario, gas e di illuminazione pubblica;
• la creazione di un pontile mobile;
• l’allontanamento dei ragazzi disabili accolti da anni nell’unico “casotto” gestito dall’Associazione A.N.F.F.A.S.
Il Comitato svolse un’intensa opera di volantinaggio ed organizzò vari punti di raccolta-firme sia il 17 e 18 aprile nella zona del centro cittadino, che i primi quattro giorni di maggio durante la fiera di San Ciriaco.
Tutta la città di Ancona si sentì in poco tempo direttamente coinvolta sui progetti del Comune, che altrimenti sarebbero passati inosservati ed avrebbero nel tempo alterato uno dei luoghi più suggestivi della nostra riviera.
Il 14 maggio 2004, a seguito delle 15.000 firme raccolte, il Comitato convocò la sua prima Conferenza Stampa al fine di rendere note le successive iniziative volte alla salvaguardia della spiaggia (leggi articolo nella rassegna stampa), firme che poi raggiunsero quota 18.000.
Il coro “Mezzavalle, un paradiso da non perdere” fu a tal punto unanime che il 14 ed il 20 maggio 2004 la Giunta Comunale si vide costretta a ricevere il Comitato per aprire un confronto sugli interventi previsti dal Piano.
Il Sindaco si dichiarò subito disponibile ad evitare l’istallazione di un pontile mobile e a non escludere la possibilità di una Variante al Piano, incaricando il Comitato di redigere una lista di punti che si volevano eliminare da sottoporre al vaglio degli organi competenti.
Il Sindaco ha poi simbolicamente partecipato alla “Pulizia della Spiaggia di Mezzavalle”organizzata dal Comitato il 30 maggio 2004 (vedi foto).
La manifestazione pubblica riscosse molto successo e fu la prima di successive iniziative.
Nel 2005 si organizzò la seconda pulizia della spiaggia e nel 2006 si tenne la prima “Nuotata di Mezzavalle” volta a sottolineare il mancato rispetto, da parte delle barche, dei limiti di navigazione ed ancoraggio previsti a 300 metri dalla costa (vedi foto).
Con lettera del 10/06/2004 il Comitato inviò al Sindaco una lista di proposte di modifica di singoli punti del Piano che dovevano essere rivisti nell’ottica della salvaguardia naturalistica e paesaggistica della spiaggia nel medio-lungo periodo.
Il Comune, successivamente, non diede seguito in alcun modo all’apertura che aveva apparentemente dimostrato nelle due riunioni, tanto che il Comitato fu costretto ad “alzare la voce” organizzando il referendum abrogativo della delibera in questione,: un evento storico per la città di Ancona.
Si dette voce alla volontà popolare e si riuscì in poco tempo a raccogliere le 5.000 firme necessarie ad indire il referendum comunale.
Di fronte a tale ampia mobilitazione popolare il Sindaco e la sua Giunta, in una conferenza stampa congiunta con il Comitato (vedi articoli nella rassegna stampa), diedero ampia rassicurazione sul fatto che entro l’ultimo consiglio comunale dell’anno si sarebbero apportate le modifiche al Piano richieste.
A seguito della volontà politica dimostrata dall’Amministrazione Comunale, il Comitato decise di non procedere con il referendum, non presentando le firme, perché la sola campagna referendaria fu sufficiente ad indurre il Comune a rivedere il Piano di recupero ed a redigere una Variante al Piano.
Nel maggio 2005 il Comitato indisse un’assemblea pubblica volta ad informare i cittadini in merito all’esito della campagna referendaria e a presentare i risultati del questionario “Come vorremmo Mezzavalle”, unica indagine statistica rivolta ai frequentatori della spiaggia.
In data 2 marzo 2005 il Comune emanò la delibera della Variante al Piano, con le modifiche richieste dal Comitato, al quale seguirono in data 7 giugno 2005, entro i termini perentori previsti dalla legge, le Osservazioni alla Variante al fine di vedere meglio garantiti i diritti di quel particolare paesaggio naturale, nonché le richieste dei cittadini affinché la spiaggia venisse mantenuta così come era.
Alle Osservazioni del Comitato e a quelle prodotte da altri soggetti interessati, seguirono le Controdeduzioni del Comune e la definitiva approvazione della variante che accoglieva tendenzialmente tutte le richieste del Comitato, tranne quelle inerenti l’area della ristorazione.
Ma la storia non finisce qui.
La tutela della spiaggia di Mezzavalle è qualcosa che prescinde da decisioni legate a scelte politiche del contesto attuale e non può dirsi esaurita con l’attività finora svolta dal Comitato e da chi realmente interessato alla conservazione del luogo.
E’ necessario rimanere vigili affinché questo paradiso rimanga tale anche per le generazioni future.
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